Sito delle parrocchie SS. Quirico e Giulitta di Ternate (VA), Divino Redentore di Varano Borghi (VA)

due parrocchie unite nella pastorale

Speciale Quaresima 2026

Io faccio nuove tutte le cose

Appuntamenti

«Kyrie, un esercizio di preghiera per ospitare la gioia di Pasqua».  Anche per questa Quaresima 2026, il nostro Arcivescovo ci proporrà delle meditazioni per il nostro cammino verso la Pasqua.

Tutte le info sul sito diocesano: Kyrie di quaresima

Segnaliamo anche il podcast giornaliero “Prima di tutto: il Vangelo del giorno“, disponibile ogni mattina dalle 6, sulle principali piattaforme podcast.  Leggi di più sul sito della diocesi.

 

Domenica 5 aprile

Pasqua, nella Resurrezione del Signore

ore 8:00, S. Messa, a Ternate

ore 9:45, S. Messa, a Varano Borghi

ore 11:00, S. Messa, a Ternate

ore 18:00, S. Messa, sospesa

Lunedì 6 aprile

Dell’Angelo

ore 10:00, Santa Messa, a Ternate.

Iniziative di Carità

Raccolta alimentare – Quaresima 2026, Caritas parrocchiale Ternate e Varano Borghi

Sostieni le famiglie in difficoltà delle nostre parrocchie portando piccoli aiuti in chiesa nei diversi periodi della Quaresima.

dal 22 febbraio al 7 marzo detersivo e latte

dall’8 marzo al 14 marzo tonno

dal 15 marzo al 21 marzo biscotti

dal 22 marzo al 29 marzo zucchero e farina

dal 30 marzo al 5 aprile riso

in evidenza - avvisi per la comunità

Consiglio Pastorale Unitario

Giovedi 5 febbraio, a Varano Borghi, è convocato il Consiglio Pastorale Unitario, alle ore 20:45, per progettare il tempo di Quaresima e Pasqua.

Battesimi

I Battesimi comunitari riprenderanno dopo la Quaresima, il giorno 12 aprile.

Il 12 aprile: Battesimi Comunitari, ore 16:00 a Varano Borghi.

Nel mese di Maggio, il 17 celebreremo i Battesimi alle ore 16:00 a Ternate.

Iniziative Parrocchiali – Bacheca

Caritas Quaresima 2026
Reclutamento coro Ternate

Pensiero del Parroco

Battesimo di Gesu

Domenica, 5 aprile 2026

La Pasqua è, per il Poverello d’Assisi, l’occasione per cantare la vittoria del Signore sulla morte mediante il dono della vita. Nell’Ufficio della passione, Francesco dedica un salmo intero a questa celebrazione della vittoria del Signore e alla sua accettazione nella storia della nostra salvezza: Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha fatto cose meravigliose. Questo è il giorno fatto dal Signore: esultiamo in esso e rallegriamoci Cantate inni al Signore. Francesco ci invita a cantare il canto nuovo, quello dell’Agnello immolato e risorto, il canto di colui che è la nostra salvezza. Il sacrificio di Isacco ha trovato il suo compimento nella morte del Figlio di Dio, il Crocifisso-Risorto. La Pasqua è l’inizio di un mondo nuovo che attende la manifestazione gloriosa del Risorto. È un giorno splendente, pieno di luce, che rivela il mistero di Dio nascosto nel cuore dell’uomo e dentro tutte le cose che esistono sulla terra e nel cielo. Certamente, la Pasqua di Francesco come d’altronde la Pasqua di ogni cristiano non è comprensibile senza il riferimento alla passione e alla morte di croce del Figlio di Dio. Cristo si è offerto come servo per i suoi fratelli e per ciascuno di noi. Francesco tiene a cuore due testi dei Vangeli nel ripensare alla Pasqua. Prima della festa di Pasqua, sapendo che era giunta l’ora per lui di passare da questo mondo al Padre suo, Gesù che aveva amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve. Francesco trova nell’Abbandonato dal Padre e dagli uomini il Crocifisso, l’uomo maledetto che pende dal legno il modello e l’esempio concreto dell’amore: donare la vita. L’amore, secondo la testimonianza del Figlio di Dio, non trattiene niente per sé, e dona tutto quello che ha e che è, senza riserve, sino alla fine. La Pasqua, allora, è l’inizio di un modo nuovo d’intendere i rapporti con gli altri e di programmare il futuro: è il si di Dio per sempre verso l’uomo; è l’offerta concreta della nostra riconciliazione, un’esperienza vera di perdono e di comunione. L’inizio di un nuovo dialogo nel Verbo fatto car-ne, crocifisso e risorto tra il Padre e l’umanità. Dall’esperienza dell’amore crocifisso e risorto, il Poverello si è sentito sollecitato alla sequela, alla conversione, all’obbedienza, cercando di compiere la volontà del Signore in tutte le cose. La risposta alla crisi d’amore che oggi viviamo nelle nostre comunità e famiglie ha un nome ben preciso, una forma concreta, chiara essere servo. Nel Getsemani, la volontà di Cristo si esprime proprio nel volere ciò che vuole il Padre. E il Padre vuole la salvezza del mondo, cioè che l’umanità si scopra amata da Dio, che veda che è Dio a fare il primo passo e a consegnarsi nelle mani dell’umanità, ritenendo gli uomini degni del suo affidamento. Parafrasando la grande scrittrice Simon Weil, potremmo dire che, per Francesco, dalla Pasqua di Cristo s’impara ad amare con amore di compassione, sino alla fine, provando le miserie dell’altro. Si può amare il prossimo solo con amore di compassione. La compassione rende l’amore uguale per tutti. (dagli scritti di S. Francesco d’Assisi)