Sito delle parrocchie SS. Quirico e Giulitta di Ternate (VA), Divino Redentore di Varano Borghi (VA)
due parrocchie unite nella pastorale
in evidenza - avvisi per la comunità
Calendari del catechismo
Vai alla pagina Catechismo e Giovani per i calendari delle quattro classi del catechismo di iniziazione cristiana.
Pre-adolescenti ed adolescenti
Le iscrizioni per il catechismo Preadolescenti (1–2–3 media) e Adolescenti si ricevono in segreteria o dal Parroco.
Ottobre: mese missionario
Iniziamo il mese missionario. Ogni venerdì del mese di Ottobre ci troveremo per la recita del S. Rosario. Venerdì 9 Ottobre pregheremo per l’Europa nella parrocchia di Ternate, alle ore 20:45.
Si potrà pregare quotidianamente per le missioni utilizzando il sussidio che è a disposizione in fondo alla chiesa.
San Francesco
In fondo alla chiesa trovate le immaginette con la preghiera di san Francesco d’Assisi. Potete ritirarla ed utilizzarla celebrando così l’ottavo centenario dalla morte del santo.
Battesimi
I Battesimi comunitari saranno domenica 8 novembre a Ternate.
Consiglio Pastorale Unitario
rinviato a Giovedì 24 settembre, alle ore 20:45 l’incontro del Consiglio Pastorale Unitario a Varano Borghi.
Festa di inizio anno oratoriano
Ringraziamo quanti si sono impegnati per la festa di inizio anno oratoriano. Le varie proposte hanno raccolto € 895.
Iniziative Parrocchiali – Bacheca
Pensiero del Parroco
Domenica, 4 ottobre 2026
San Francesco moriva oggi, ottocento anni fa. La vera data è il 3 ottobre, anche se il santo viene celebrato il 4, giustamente tornato festa nazionale. Prima di spirare, Francesco chiese ai compagni di intonare il Cantico delle creature, cui tentò di unirsi con l’ultimo filo di voce. Si fece leggere la Passione dal Vangelo secondo Giovanni: «Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il Gòlgota, dove lo crocifissero…». Poi benedisse tutti i frati, uno per uno, e benedisse tutti gli abitanti della terra: quelli del passato, quelli del presente, e quelli del futuro; quindi benedisse anche noi. Ordinò che lo cospargessero di cenere e gli mettessero il cilicio. La sepoltura nella «nuda terra». Non volle morire in un letto, ma adagiato sulla nuda terra, e nella nuda terra volle essere sepolto; così come nella nuda terra ha voluto essere sepolto il primo Papa a portare il suo nome, Francesco. Scrive Dante: «E del suo grembo l’anima preclara mover si volle, tornando al suo regno; e al suo corpo non volle altra bara» (al suo corpo non volle altra bara, se non la terra: uno dei versi più alti mai scritti da un essere umano; scritto in italiano, la nostra lingua, che oggi molti deturpano per esprimere ogni sorta di volgarità. Il grembo da cui secondo Dante saliva al cielo l’anima di Francesco era il grembo della donna amata: la povertà). Francesco fonda una comunità di uguali, in cui non ci sono aristocratici e plebei, ricchi e poveri, malati e sani, ma solo fratelli, appunto frati; noi abbiamo costruito una società lacerata da disuguaglianze ancora più vaste di quelle medievali. Francesco scrive che il potente non deve desiderare l’applauso del popolo, ma il suo bene; noi viviamo nell’era del populismo. Francesco è il precursore dell’umanesimo e della centralità dell’uomo; noi oggi pensiamo di sostituire il corpo umano con i cyborg e la mente con l’intelligenza artificiale. Remunerati in base al proprio lavoro, non all’autorità. E c’è un punto di cui non si parla quasi mai. Francesco esalta la dignità del lavoro. Scrive nel testamento: «E io lavoravo con le mie mani, e voglio lavorare; e voglio fermamente che tutti gli altri frati facciano un lavoro onesto. E quelli che non ne conoscono nessuno, lo imparino; non per la cupidigia di ricevere la ricompensa, ma per dare l’esempio e tener lontano l’ozio». Oggi il lavoro non è mai stato tanto tassato, malpagato, sfruttato. Poi Francesco aggiunge una frase che, riletta oggi, mette i brividi per come è profetica: «Ognuno deve essere remunerato non in base alla sua autorità, ma in base al suo lavoro». Pensate a quanti amministratori delegati hanno lavorato male, hanno mandato via operai e impiegati; anche loro vengono mandati via, ma con milioni di euro di bonus: non viene pagato il lavoro, viene pagato lo status, Francesco avrebbe detto l’autorità.