Sito delle parrocchie SS. Quirico e Giulitta di Ternate (VA), Divino Redentore di Varano Borghi (VA)
due parrocchie unite nella pastorale
in evidenza - avvisi per la comunità
Orario Invernale delle Sante Messe
Da Domenica 6 Settembre 2026 ritorniamo all’orario invernale delle Sante Messe.
Consiglio Pastorale Unitario
Giovedì 17 settembre, alle ore 20:45, incontro del Consiglio Pastorale Unitario a Varano Borghi.
Battesimi
I Battesimi comunitari saranno domenica 4 ottobre a Varano Borghi.
Orario Invernale della Segreteria
A partire da Lunedì 31 Agosto la segreteria parrocchiale tornerà operativa negli orari e luoghi indicati nella pagina dei contatti.
Iniziative Parrocchiali – Bacheca
Pensiero del Parroco
Domenica, 13 Settembre 2026
«L’inizio è l’audacia di contestare l’individualismo, di annunciare il Vangelo fuori dal tempio»
Un invito a iniziare con gioia, audacia e responsabilità il nuovo anno pastorale 2026–2027 che, appunto, ha preso avvio come tradizione in Duomo con il Pontificale presieduto dall’Arcivescovo nella solennità della Natività della Beata Vergine Maria. In Cattedrale, per questo importante momento della Chiesa ambrosiana, circa 200 preti, tra cui 9 vescovi, i membri del Consiglio Episcopale Milanese e del Capitolo metropolitano e tanti fedeli. In prima fila i candidati che hanno vissuto il rito di ammissione al presbiterato (5 seminaristi che entrano in III teologia) e un coniugato al diaconato permanente, la cui famiglia accompagna l’Arcivescovo che accende il cero davanti all’icona
della Madre di Dio di Vladimir.
L’inizio come audacia per vivere
A tutti si rivolge l’intensa e articolata omelia nella quale mons. Mario Delpini dà voce, immaginaria, ma molto realistica, a profeti, a una madre, al sapiente, a un nonno, a un prete e al vescovo, per definire i tratti dell’inizio come stile e tappa della vita. «L’inizio – dice il profeta – è la critica della stanca ripetizione, del conformismo comodo e vile. L’inizio è il coraggio, l’audacia di contestare l’individualismo per convocare alla fraternità, di contestare l’autoreferenzialità che difende l’arbitrio come libertà, che resiste allo stile sinodale come a un pericolo e a una complicazione inutile. È l’audacia di annunciare il Vangelo fuori dal tempio, nell’occasione quotidiana, perché il mondo non muoia di tristezza e di noia. È l’audacia di farsi avanti per dichiarare pubblicamente la propria intenzione di servire la missione nel ministero ordinato, come dichiarano questi nostri fratelli che vengono ammessi agli Ordini sacri».E così anche la madre. «In questa casa di vecchi infelici, in questa cultura che preferisce procurare morte invece che aiutare la vita, il bambino che nasce è la rivelazione di un’alternativa al declino. È il dono di Dio che insegna che la vita è dono, vocazione, povertà e responsabilità, che rende così lieti e grati che è giusto suonare le campane a festa, perché lo scampanio festoso si diffonda e offra spiragli di speranza nelle notti della disperazione. Chiaro il riferimento, in questo passaggio, alla Proposta pastorale per l’anno che è appena iniziato, dal titolo “Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro?».