Sito delle parrocchie SS. Quirico e Giulitta di Ternate (VA), Divino Redentore di Varano Borghi (VA)

due parrocchie unite nella pastorale

in evidenza - avvisi per la comunità

Orario Estivo delle Sante Messe

Da Domenica 5 Luglio 2026 introduciamo lorario estivo delle Sante Messe.

Restano quindi sospese le Sante Messe delle ore 11.00 a Ternate e delle ore 18.00 a Varano.

Battesimi

I prossimi Battesimi saranno il 6 Settembre a Ternate.

Orario Estivo della Segreteria

A partire da Lunedì 20 Luglio la segreteria parrocchiale sarà operativa solo telefonicamente, riaprirà secondo consuetudine a partire da Lunedì 31 Agosto

Iniziative Parrocchiali – Bacheca

buone vacanze
Reclutamento coro Ternate

Pensiero del Parroco

Eucaristia

Domenica, 2 Agosto 2026

 

Il racconto della trasfigurazione segue la confessione di Pietro a Cesarea e il primo annuncio della passione. È la ragione “ultima” per la quale merita avere sempre il coraggio di confessare Gesù quale Signore e Dio, anche nei momenti più ardui e difficili, perché Gesù è il Signore. La trasfigurazione, quale anticipo della resurrezione, si offre come un orizzonte che mira ad alleggerire la paura e infondere il coraggio nell’affrontare il cammino della vita. La trasfigurazione è “vivere” in anticipo la risurrezione, proprio per prepararli ad affrontare il cammino di mezzo, cioè la passione-morte. “Li condusse su un alto monte”: “La montagna – ricorda il profeta Isaia – è dimora del Signore elevata al di sopra dei monti”. In questa salita sul monte riecheggiano altre “salite” e altre esperienze di manifestazione di Dio: il monte Oreb/Sinai, la salita e la discesa di Mosè, l’esperienza di Elia. Sul monte, Gesù svela ai suoi tre discepoli che la sua vita è molto più profonda di quanto “vedono” e di quanto “sanno”.“Fu trasfigurato”: l’evangelista è molto asciutto nel segnalare questo dato. Sappiamo da Luca che Gesù salì per pregare: la trasfigurazione è dunque un avvenimento di preghiera, dove Gesù mostra il suo essere una cosa sola col Padre. E in questo dialogo, dove “le sue vesti erano bianchissime” -, Gesù si rivela luce del mondo.“Apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù”: Elia, padre dei profeti, Mosè, custode della legge. In loro si raccoglie l’intera storia dell’Antico Testamento. Mosè aveva ricevuto in dono diverse manifestazioni di Dio e proprio in questa intimità di amicizia, il suo volto brillava. Ma sappiamo anche che Mosè era l’atteso: “Il Signore tuo Dio susciterà per te, in mezzo a te e tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me: ascoltatelo!”. Gesù, il nuovo Mosè. Accanto a Mosè, Elia, il padre dei profeti che, anche lui salito sul monte, sente Dio “nella voce di una brezza/ vento sottile”. Egli rappresenta la sintesi ideale di tutta la schiera dei profeti che Giovanni Battista chiuderà, essendo lui l’ultimo profeta, il “nuovo Elia”. Due amici della Scrittura. Un modo con il quale Gesù suggerisce a me e a ciascuno di noi, che su certe cose dobbiamo saper scegliere con chi confidarci e confrontarci, perché non tutto è alla portata di tutti. Gli amici della Scrittura, così come anche i Santi, che la Chiesa ci indica come “amici e modelli di vita”. Pietro non capisce tutto, ma una cosa la coglie: “è bello stare qui” (Mt 17,4). Questa è la spinta umana: quante esperienze “belle” anche noi viviamo a tal punto da lasciarci tentare e dire “Facciamo tre tende…”, “fermiamo il tempo”. Col rischio, però, d’inseguire solo esperienze emozionali ma che ci rendono incapaci di “tornare giù dal monte”, lì dove c’è la concretezza della vita.