Sito delle parrocchie SS. Quirico e Giulitta di Ternate (VA), Divino Redentore di Varano Borghi (VA)
due parrocchie unite nella pastorale
in evidenza - avvisi per la comunità
Festa di fine oratorio estivo 2026
Dalla Festa di fine oratorio estivo abbiamo ricavato € 1036. Ringrazio quanti hanno partecipato e collaborato;
Festa di S. Anna e Gioacchino
Domenica 26 luglio, festa di S. Anna e Gioacchino, la Santa Messa delle ore 9:45 verrà celebrata presso la cappella di S. Anna a Boffalora.
Orario Estivo delle Sante Messe
Da Domenica 5 Luglio 2026 introduciamo l’orario estivo delle Sante Messe.
Restano quindi sospese le Sante Messe delle ore 11.00 a Ternate e delle ore 18.00 a Varano.
Consiglio Pastorale Unitario
Mercoledì 20 Maggio, a Varano Borghi, si è svolto il Consiglio Pastorale Unitario, la pubblicazione del verbale, a breve, nella sezione documenti.
Battesimi
I prossimi Battesimi saranno il 6 Settembre a Ternate.
Orario Estivo della Segreteria
A partire da Lunedì 20 Luglio la segreteria parrocchiale sarà operativa solo telefonicamente, riaprirà secondo consuetudine a partire da Lunedì 31 Agosto
Iniziative Parrocchiali – Bacheca
Pensiero del Parroco
Domenica, 26 luglio 2026
I santi Gioacchino e Anna, un’immensa storia d’amore
La Vergine, donna immacolata e dolcissima, non poteva che nascere da genitori santi. Anziani, emarginati dalla società perché sterili, eppure ripieni di speranza e di fede. La memoria dei santi Gioacchino e Anna ci ricorda il valore dei nonni, dell’unità e dell’amore familiare. Il 26 luglio ricorre la memoria dei santi Gioacchino e Anna. È stato san Papa Paolo VI a riunire i due coniugi nella medesima festività, nel 1969, in occasione della riforma del nuovo calendario liturgico. Prima, infatti, erano ricordati in giorni separati: per Anna la ricorrenza era uguale all’odierna, mentre quella di Gioacchino cadeva il 16 agosto. È indubbio che in questa scelta di unione si sia voluta porre l’attenzione sul loro essere coniugi e quindi famiglia. Genitori di Maria e nonni di Gesù. Nelle Scritture, Anna e Gioacchino non appaiono mai ma, secondo i Padri orientali della Chiesa, la loro storia è simile a quella di Elkanà e Anna del Primo libro di Samuele (1-28), dove le preghiere di lei, sterile, vengono ascoltate dal Signore che le concede un figlio. Le storie dei genitori di Maria sono invece raccontate diffusamente nei Vangeli apocrifi, per la prima volta nel Protovangelo di Giacomo, risalente alla metà del II secolo d.C. e quindi nel Vangelo dello Pseudo-Matteo e nell’Evangelium de nativitate Mariae, poi penetrati nella medioevale Legenda Aurea di Iacopo da Varazze. Nei racconti ci si sofferma a ricostruire la loro genealogia e il loro stato sociale perché diventi chiaro il filo del tempo che, dalla tribù di Levi per Anna e la stirpe di Davide per Gioacchino, conduce alla nascita di Gesù Cristo, Dio venuto sulla terra ma anche Uomo della storia. In alcune figurazioni artistiche vediamo la presenza di Gioacchino e Anna accanto a Maria che tiene tra le braccia il Figlio divino, come nella Madonna Baglioni, opera di Andrea Previtali e databile tra il 1512 e il 1513 o l’olio di Luca Giordano che pone al centro dei genitori la Vergine Bambina (XVII secolo). Ciò che si prova di fronte a queste opere è commozione e tenerezza, sia per l’età avanzata dei due sposi sia per la giovanissima Maria da loro accudita, ma si comprende bene anche il significato più profondo che è l’unione e l’amore familiare. Tuttavia, la presenza di Gioacchino è meno frequente rispetto ad Anna, la cui devozione appare più intensa e affonda nel tempo con radici profonde. Una variante dell’iconografia propone una soluzione diversa, riscontrabile in alcuni artisti del XIV secolo come Turone, ma è ancora Giotto che apre le fila. Il bacio che si scambiano Gioacchino e Anna è anche il primo bacio d’amore dipinto nel mondo cristiano. Appare anche emblematico come questa prima rappresentazione del bacio d’amore non riguardi novelli sposi ma due anziani coniugi. Se ci fermiamo a riflettere, la forza di questo bacio riporta alle parole di Papa Francesco, che incessantemente ci ricorda la bellezza, la vitalità e la tenerezza della vecchiaia, in particolare nel messaggio per la II Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, a partire dal versetto di un salmo: “Nella vecchiaia daranno ancora frutti” (92,15).