Sito delle parrocchie SS. Quirico e Giulitta di Ternate (VA), Divino Redentore di Varano Borghi (VA)
due parrocchie unite nella pastorale
in evidenza - avvisi per la comunità
Mese di Maggio 2026
Ogni settimana verrà pubblicato, insieme al calendario delle Messe settimanali, l’orario ed il luogo del rosario per il Mese Mariano 2026, alla sezione Messe e Sacramenti, click qui.
Campo Estivo 2026
Da Domenica 19 Aprile, dalle ore 18.00 alle ore 20.00, presso l’oratorio di Varano, inizierà il corso animatori in preparazione all’oratorio estivo. Potranno partecipare solo coloro che hanno seguito anche il percorso di catechismo durante l’anno. A questo primo incontro sono invitati anche i genitori degli animatori
Battesimi
Nel mese di Maggio, il 17 celebreremo i Battesimi alle ore 16:00 a Ternate.
Consiglio Pastorale Unitario
Giovedi 5 febbraio, a Varano Borghi, è convocato il Consiglio Pastorale Unitario, alle ore 20:45, per progettare il tempo di Quaresima e Pasqua.
Prime Comunioni
Domenica 10 Maggio, celebreremo le Prime Comunioni: alle ore 9.30 a Varano e alle 11.30 a Ternate. I Ragazzi di quarta elementare sono attesi Venerdì 8 Maggio alle 17.30 in chiesa a Varano per le Confessioni e gli ultimi avvisi.
Consiglio Affari Economici
Giovedì scorso il CAEP ha approvato il bilancio delle nostre due parrocchie ed è stato esposto in bacheca. Come noterete, le passività ci chiedono un maggior impegno ed una generosità più sensibile;
Iniziative Parrocchiali – Bacheca
Pensiero del Parroco
Domenica, 4 maggio 2026
Nel XIII secolo Alfonso X detto il saggio, re di Castiglia e Leon, in Las Cantigas de Santa Maria celebrava Maria come: «Rosa delle rose, fiore dei fiori, donna fra le donne, unica signora, luce dei santi e dei cieli via (…)». Di lì a poco il beato domenicano Enrico Suso di Costanza mistico tedesco vissuto tra il 1295 e il 1366 nel Libretto dell’eterna sapienza si rivolgeva così alla Madonna: «Sii benedetta tu aurora nascente, sopra tutte le creature, e benedetto sia il prato fiorito di rose rosse del tuo bei viso, ornato con il fiore rosso rubino dell’Eterna Sapienza!». Ma il Medioevo vede anche la nascita del Rosario, il cui richiamo ai fiori è evidente sin dal nome. In particolare, la devozione di maggio nella sua forma attuale ha avuto origine a Roma, dove padre Latomia del Collegio Romano della Compagnia di Gesù, per contrastare l’infedeltà e l’immoralità diffuse tra gli studenti, fece alla fine del XVIII secolo il voto di dedicare il mese di maggio a Maria. Da Roma la pratica si diffuse agli altri collegi gesuiti, e da lì a quasi ogni chiesa cattolica di rito latino. Dedicare un mese intero a Maria non era una cosa nuova, e c’era una tradizione precedente di dedicare un periodo di trenta giorni alla Vergine, chiamata Tricesimum. Papa Pio VII, per esortare tutti i cristiani alla pratica di una devozione così tenera e gradita alla beatissima Vergine, e ritenuta di tanto beneficio spirituale, ha concesso con un Rescritto della Segreteria dei Memoriali del 21 maggio 1815 a tutti i fedeli del mondo cattolico di onorare in pubblico o in privato la Beata Vergine con qualche omaggio speciale o preghiere devote o altre pratiche virtuose». Le prime pratiche devozionali, legate in qualche modo al mese di maggio risalgono però al XVI secolo. In particolare a Roma san Filippo Neri, insegnava ai suoi giovani a circondare di fiori l’immagine della Madre, a cantare le sue lodi, a offrire atti di mortificazione in suo onore. Si cominciò con il Calendimaggio, cioè il primo giorno del mese, cui a breve si aggiunsero le domeniche e infine tutti gli altri giorni. Erano per lo più riti popolari semplici, nutriti di preghiera in cui si cantavano le litanie, e s’incoronavano di fiori le statue mariane. Parallelamente si moltiplicavano le pubblicazioni. Anche il Magistero recepisce e incoraggia questa devozione nata dal popolo. Nell’enciclica Mense Maio datata 29 aprile 1965, Paolo VI indica maggio come «il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia». Nessun fraintendimento però sul ruolo della Vergine nell’economia della salvezza, «giacché Maria», scrive ancora papa Montini, «è pur sempre strada che conduce a Cristo. Ogni incontro con lei non può non risolversi in un incontro con Cristo stesso». Anche papa Montini attribuiva una straordinaria importanza al Rosario recitato in famiglia: «Non v’è dubbio», scriveva, «che la Corona della Beata Vergine Maria sia da ritenere come una delle più eccellenti ed efficaci “preghiere in comune” che la famiglia cristiana è invitata a recitare. Noi amiamo, infatti, pensare e vivamente auspichiamo che, quando l’incontro familiare diventa tempo di preghiera, il Rosario ne sia l’espressione più gradita».